La pelle, ciò che appare di noi

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Cos'è e da cosa è composta la pelle?

La cute non è una barriera statica, ma un complesso tessuto sensoriale regolato dal sistema nervoso, dal sistema endocrino e da quello immunitario che sono intimamente connessi con la psiche (la psiconeuroendocrinoimmunologia - PNEI - è la scienza che studia questa interconnessione). Talvolta infatti, alcune patologie dermatologiche sono causate da elevati livelli di stress psicologico.

Personalmente credo molto in questa interconnessione ma non da ricondurre tutto ad un disagio psicologico, anche perché -se così fosse- avremmo tutti malattie cutanee! Alcune manifestazioni cutanee possono rappresentare la parte esterna di un quadro sistemico, stress ed emozioni negative possono agire come elementi scatenanti lo sviluppo o l'esacerbazione di alcune patologie dermatologiche come ad esempio orticaria e dermatiti. In altri casi invece, alcune patologie possono essere somatopsichiche come ad esempio l'acne che, insorgendo in una particolare fase della vita adolescenziale acuisce il disagio dei ragazzi. In questi casi bisogna considerare non solo il quadro cutaneo, ma la totalità dei sintomi che il paziente mostra o riferisce per poter risolvere a pieno la patologia.

La pelle dunque non solo ha l'importante compito di rivestire il nostro organismo proteggendolo da disidratazione, lesioni e sbalzi termici, ma è anche ciò che appare di noi in superficie, è il confine esterno del Sé e al contempo è strumento di comunicazione. Attraverso l'epidermide e lo strato dermico più superficiale, il nostro organismo sente, accoglie, sperimenta, entra in contatto con l'altro e con l'ambiente, esprimendo emozioni positive e negative, ma anche affettività in uno scambio con la realtà esterna costante ed imprescindibile.

Per tutta la vita la pelle registrerà le informazioni provenienti dall'esterno. E per tutta la vita la nostra interiorità continuerà a esprimersi attraverso la pelle. La pelle può farsi tesa e rigida su di un torace costantemente espanso a mo' di scudo protettivo per difendere l'individuo da un contatto con l'esterno percepito come pericoloso. Ancora, l'eccessiva produzione di sebo può provocare inquietudine, la pelle racconta se stessi attraverso piercing e tatuaggi, la pelle reclama e si ribella quando non ascoltiamo le esigenze dell'organismo, la pelle cambia quando la persona cambia.

Sulla base di quanto espresso è quindi possibile ricavare precisi quadri psicosomatici dall'osservazione delle patologie dermiche. Per le neuroscienze, sul piano psicologico, l'espressione per via somatica dei sintomi rappresenta la modalità estrema dell'organismo affinché venga prestata attenzione e data soddisfazione ai bisogni inascoltati o conflitti irrisolti.  

Da dermatologo, la mia esperienza mi porta ovviamente a risolvere il sintomo o la patologia con tutto quello che la medicina mette a disposizione e nel più breve tempo possibile. Tuttavia, per offrire una buona cura è doveroso uno sguardo d'insieme del paziente quindi, se percepisco una certa tensione psicologica, cerco di stimolare anche la forza interiore presente in ognuno di noi.